Il territorio della Bonifica Cremonese-Mantovana presenta un'altimetria variabile da 44 m.s.l.m.m. a 18 m.s.l.m.m., con andamento degradante da nord-ovest verso est, ovvero verso la sponda destra del fiume Oglio, mentre le quote di massima piena registrate a Casalmaggiore sul Po e a S.Matteo delle Chiaviche sull’Oglio sono state 30,92 m.s.l.m.m. e 25,42 m.s.l.m.m.

Dai valori sopra riportati si evince chiaramente che i problemi idraulici di scolo assumono rilevanza assai eterogenea nelle diverse zone altimetriche, in relazione al fatto che esse risultino soggiagenti oppure no ai livelli di massima piena dei fiumi limitrofi. Tale situazione pertanto nel corso dei secoli ha dato origine ad una serie di progetti e di interventi più o meno organici per risolvere tali problemi.

L'elemento comune a tutte le ipotesi progettuali succedutesi nel tempo era rappresentato dalla necessità di separare le acque alte dalle acque basse; ciò che differenziava i diversi progetti erano le modalità di separazione delle acque e la dotazione di strutture impiantistiche adeguate a garantire lo scolo dei terreni in qualunque situazione di piena del fiume Oglio, verso il quale tutte le acque confluivano per cadente naturale.

Il Canale Ceriana in prossimità dell’abitato di San Matteo delle chiavicheChiavica Beretta, emissaria in Po del canale di colo Riolo

LE OPERE DI PROSCIUGAMENTO

Il problema del prosciugamento dei terreni della Bonifica Cremonese-Mantovana costituì senz'altro lo stimolo principale per la realizzazione degli interventi. Tuttavia non fu l'unico. Infatti, per rendere maggiormente produttive le terre liberate dal pericolo delle inondazioni si rendeva necessario poter disporre di portate idriche che nel periodo estivo garantissero il mantenimento di un grado di umidità sufficiente a sviluppare le coltivazioni.

LE OPERE IRRIGUE
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